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Fotovoltaico, fino al 2014 previsto un freno in Italia

Se l’analisi ATKearney parla di un dimezzamento del fatturato nel 2012, i dati emersi dall’Italian PV Summit restituiscono l’immagine di un settore che non vedrà crisi fuori dai confini nazionali

Il futuro del fotovoltaico in Italia appare sempre più incerto. E le indagini di mercato riflettono questa instabilità, diffondendo dati e stime contrastanti. Se da un lato c’è chi prevede un crollo del giro d’affari provocato dalle riduzioni degli incentivi, come riportato dall’analisi ATKearney, dall’altro i dati emersi nell’Italian PV Summit parlano di un andamento stabile, guidato da una domanda a livello globale in continuo aumento.

Tutti d’accordo, ad ogni modo, nel sostenere che quello in corso è un periodo di importante transizione che guiderà il settore verso la grid parity, ovvero al pareggio tra il prezzo dell’energia elettrica prodotta da sorgente rinnovabile e quello dell’energia tradizionale.

ANALISI ATKEARNEY: fatturato dimezzato fino al 2013. Un traguardo, questo, che, stando al Report ATKearney, diffuso oggi in anteprima su “Rapporti24/Impresa” (Sole 24 ore), verrà raggiunto in Italia nel 2014. E prima di questa data il mercato fotovoltaico, a causa del prossimo varo del Quinto conto energia che sarà valutato giovedì dalla Conferenza unificata Stato-Regioni, subirà un vero e proprio crollo. Le stime per il 2012 del fatturato solare in Italia si aggirano sugli 11 miliardi di euro, dai 21 miliardi del 2010. Un dimezzamento che, stando all’analisi, non si arresterà neanche nel 2013.

Ripresa in vista di un calo dei prezzi. La ripresa- commenta Marco Andreassi, managing partner di At Kearney Italia- potrebbe arrivare dal 2014, quando il fotovoltaico raggiungerà la competitività industriale, non assistita, per la generazione di energia nelle ore di picco”.

Il consiglio? Aprirsi all’estero… Che fare, dunque, per gli operatori del settore, molti dei quali stanno già facendo ampio ricorso alla cassa integrazione? “Cavalcare il consolidamento anche oltre i confini nazionali, e non subirlo, diventa ora -afferma Andreassi- un imperativo per sopravvivere, ricercando accordi con i leader mondiali per sinergie di scala e sourcing competitivo”.

…perché l’Italia non basta. Secondo lo studio, in un anno Kerself (dopo un periodo buio e un ricambio degli azionisti) ha visto i ricavi ridursi del 24,8%; Enerpoint ha perso il 20%, Solon il 13% e EnerRay il 7% rispetto al 2010. La crescita maggiore è stata invece messa a segno da Tozzi Renewable Energy (+112% a quota 172 miliardi), seguito da Terni (+70% a 170 miliardi) e da Espe (+25% a 156 miliardi). C’è chi ce la fa, quindi, ma l’Italia non basta, come mercato.

ITALIAN PV SUMMIT: il mercato terrà anche nel 2012. Segnali più rassicuranti arrivano, invece, dall’Italian PV Summit 2012, top-conference del fotovoltaico, in corso a Verona in occasione della mostra-convegno Solarexpo.

”Nonostante una crescita mondiale considerevole del settore nel 2011 con 27,6 GW installati e molti cambiamenti in corso nelle legislazioni nazionali soprattutto di mercati leader europei, come Germania e Italia – ha aperto i lavori Stefan De Haan, analista di IHS e relatore dell’Italian PV Summit- il mercato nel 2012 non crollera’, ma anzi le prospettive sono discrete, tanto da far ipotizzare un mercato di quasi 27 GW anche per l’anno in corso.”

Domanda in aumento e prezzi in diminuzione. A contribuire a questa crescita vi sarà da un lato la crescente domanda da parte di paesi come Cina (oltre 4 GW) Stati Uniti (circa 3,5 GW), Giappone (quasi 2 GW) e India (piu’ di un GW), e dall’altro un crollo dei prezzi. Che, sebbene in questo momento stia mettendo in difficoltà l’industria, sarà un passaggio obbligato per portare il mercato verso la grid parity.

 
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